{"id":749,"date":"2023-09-11T17:30:21","date_gmt":"2023-09-11T15:30:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aladura.it\/pub\/?p=749"},"modified":"2026-03-03T10:16:15","modified_gmt":"2026-03-03T09:16:15","slug":"calendario-incontri-2023-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aladura.it\/pub\/2023\/09\/11\/calendario-incontri-2023-2024\/","title":{"rendered":"Calendario incontri 2023\/2024"},"content":{"rendered":"<div class=\"veu_autoEyeCatchBox\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"641\" height=\"969\" src=\"https:\/\/www.aladura.it\/pub\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/1-IMMAGINE-CHIAVI.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.aladura.it\/pub\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/1-IMMAGINE-CHIAVI.jpg 641w, https:\/\/www.aladura.it\/pub\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/1-IMMAGINE-CHIAVI-198x300.jpg 198w\" sizes=\"auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px\" \/><\/div>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>SILENZIO<\/strong><br>Incontro con <em>Silvano Petrosino<\/em><br>Mercoled\u00ec 13 Settembre 2023 ore 20.30, Auditorium Regione (incontro proposto all\u2019interno di pordenonelegge.it)<br>Il prodigio del silenzio \u00e8 giungere a parlare tacendo, essere espressivi senza usare le parole, avere una vita silenziosamente eloquente. Il silenzio \u00e8 un modo diverso di comunicare, essere e vivere. Una riflessione su come diventare uomini e donne del silenzio, capaci di un linguaggio ricco di senso. \u201cNelle ultime poesie della Yourcenar raccolte in un piccolissimo volume pubblicato postumo con il titolo \u201cI trentatr\u00e9 nomi di Dio\u201d, il trentaduesimo nome recita \u00abIl silenzio fra due amici\u00bb.  Che legame c\u2019\u00e8 tra l\u2019amicizia e il silenzio? Il silenzio tra due amici non \u00e8 il mutismo di chi non ha nulla da dire, ma \u00e8 la consapevolezza di non doversi pi\u00f9 difendere da nessuno. L\u2019amicizia sembra cos\u00ec configurarsi come un luogo in cui \u00e8 possibile porsi senza imporsi, vivere senza dover lottare per poter vivere. Nell\u2019amicizia \u00e8 possibile stare in silenzio con e per l\u2019altro, perch\u00e9 non si ha pi\u00f9 bisogno di quelle \u201cspade sguainate\u201d che sono spesso le parole che ci rivolgiamo\u201d (Testo di Silvano Petrosino, da \u201cL\u2019amicizia. Ipotesi intorno a un enigma\u201d, Edizioni Della Meridiana, 2023)<br><em>Silvano Petrosino, filosofo internazionalmente noto per i suoi studi sul pensiero di L\u00e9vinas e Derrida, \u00e8 professore ordinario presso l\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove insegna Antropologia filosofica. Oggetto dei suoi studi sono la natura del segno, il rapporto tra razionalit\u00e0 e moralit\u00e0, l\u2019analisi della struttura dell\u2019esperienza con particolare attenzione al rapporto tra la parola e l\u2019immagine, il desiderio e l&#8217;umano. Con Edizioni Della Meridiana ha pubblicato \u201cL\u2019amicizia. Ipotesi intorno a un enigma\u201d (2023).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>TECNOMAGIA<\/strong><br>Incontro con <em>Vincenzo Susca<\/em><br>Venerd\u00ec 15 Settembre 2023 ore 20.30, Convento San Francesco (incontri proposti all\u2019interno di pordenonelegge.it)<br>Sabato 16 Settembre 2023 ore 9.00, Auditorium Vendramini (per le scuole)<br>Assistiamo in modo crescente al fascino magico delle nuove tecnologie che ci stregano e spingono oltre i limiti della ragione, calamitando le nostre emozioni, risvegliando passioni arcaiche e innescando visioni futuriste. E\u2019 il tempo della tecnomagia: un nuovo spazio magico e seduttivo che, con lo stesso ardore assoluto degli adepti di una setta, investe sempre di pi\u00f9 l\u2019essere umano divenuto ormai oggetto di una metamorfosi che trascende e supera le sue qualit\u00e0 razionali, biologiche e sociali.<br><em>Vincenzo Susca&nbsp;\u00e8 professore associato di Sociologia dell\u2019immaginario all\u2019Universit\u00e0 Paul-Val\u00e9ry di Montpellier e ricercatore al Ceaq (Sorbonne). McLuhan Fellow all\u2019Universit\u00e0 di Toronto, \u00e8 il direttore editoriale dei Cahiers europ\u00e9ens de l\u2019imaginaire. Nel 2022 con Mimesis ha pubblicato \u201cTecnomagia. Estasi, totem e incantesimi nella cultura digitale\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>INGANNO<\/strong><br>Incontro con <em>Simone Natale<\/em><br>Mercoled\u00ec 4 Ottobre 2023 ore 20.30, Auditorium Vendramini<br>Gioved\u00ec 5 Ottobre 2023 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)<br>Il dibattito pubblico sull&#8217;intelligenza artificiale si concentra spesso su scenari futuribili come la creazione di macchine capaci di pensare e provare sentimenti, o un conflitto alla Terminator tra umani e robot. Tuttavia il futuro a cui dobbiamo prepararci \u00e8 quello che realmente ci appare? Il problema su cui \u00e8 pi\u00fa urgente interrogarsi non \u00e8 tanto la possibile comparsa di macchine senzienti, quanto la perdita progressiva della nostra facolt\u00e0 di distinguere gli umani dalle macchine.<br><em>Simone Natale insegna Storia e teoria dei media all&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Torino. E\u2019stato ricercatore e docente in atenei internazionali come la Columbia University a New York, Loughborough University nel Regno Unito e l&#8217;Universit\u00e0 Humboldt di Berlino. Per Einaudi ha pubblicato \u201cMacchine ingannevoli. Comunicazione, tecnologia, intelligenza artificiale\u201d (2022).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>RESTANZA<\/strong><br>Incontro con <em>Vito Teti<\/em><br>Mercoled\u00ec 13 Marzo 2024 ore 20.30, Auditorium Vendramini<br>Gioved\u00ec 14 Marzo 2024 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)<br>Partire e restare sono i due poli della storia dell&#8217;umanit\u00e0. Al diritto a migrare corrisponde il diritto a restare, edificando un altro senso dei luoghi e di sestessi. La restanza \u00e8 un fenomeno del presente che riguarda la necessit\u00e0, il desiderio e la volont\u00e0 di generare un nuovo senso dei luoghi.<br>\u201cQuelli che lasciano il loro paese \u2013 afferma l\u2019antropologo Teti in una recente intervista &#8211; sono mossi dalla stessa inquietudine di coloro che vegliano su villaggi che si spopolano sempre pi\u00f9. Si viaggia e si resta anche nel tempo, da fermi. E ci si costruisce una realt\u00e0 doppia: il qui e il l\u00e0, dove conosce l\u2019esilio anche chi rimane\u201d.<br><em>Vito Teti \u00e8 professore ordinario di Antropologia culturale all\u2019Universit\u00e0 della Calabria, dove ha fondato e dirige il Centro di iniziative e ricerche Antropologie e Letterature del Mediterraneo. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo \u201cQuel che resta. L\u2019Italia dei paesi, tra abbandoni e ritorni\u201d (Donzelli, 2017), e \u201cLa restanza\u201d (Einaudi, 2022).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>PAROLA<\/strong><br>Incontro con <em>Ivano Dionigi<\/em><br>Mercoled\u00ec 18 Ottobre 2023 ore 20.30, Auditorium Vendramini<br>Gioved\u00ec 19 Ottobre 2023 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)<br>Per i classici la parola \u00e8 icona dell&#8217;anima, sede del pensiero, segno distintivo dell&#8217;uomo; per la sapienza biblica inaugura la creazione e fonda lo \u00abscandalo\u00bb cristiano dell&#8217;incarnazione.<br>Che ne \u00e8 oggi della parola? Sempre pi\u00f9 votati all&#8217;incomprensione reciproca, avvertiamo il bisogno di un&#8217;ecologia linguistica che restituisca alla parola il potere di svelare la verit\u00e0. A noi il duplice compito: richiamare dall&#8217;esilio le parole dei padri e creare parole per nominare le nuove realt\u00e0 del nostro tempo.<br><em>Ivano Dionigi \u00e8 professore emerito di Lingua e Letteratura Latina dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna. \u00c8 presidente della Pontificia Accademia di Latinit\u00e0 e del Consorzio Interuniversitario Alma Laurea e direttore del Centro Studi \u00abLa permanenza del classico\u00bb. Tra i suoi libri ricordiamo \u00abOsa sapere. Contro la paura e l\u2019ignoranza\u00bb (Solferino, 2019), \u00abParole che allungano la vita. Pensieri per il nostro tempo\u00bb (Raffaello Cortina, 2020), \u00abBenedetta parola\u201d (il Mulino, 2022).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>UMANITA\u2019<\/strong><br>Incontro con <em>Gianmario Anselmi<\/em><br>Mercoled\u00ec 25 Ottobre 2023 ore 20.30, Auditorium Vendramini<br>Gioved\u00ec 26 Ottobre 2023 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)<br>Umanit\u00e0 \u00e8 un termine che comprende vari significati. Pu\u00f2 voler dire generosa disposizione verso gli altri uomini e donne e verso tutti gli esseri viventi, pu\u00f2 voler richiamare l&#8217;antico latino humanitas come dote precipua del raziocinio umano nelle sue vette pi\u00f9 peculiari, pu\u00f2 voler richiamare l&#8217;uomo alle sue radici fondative solidaristiche ed evangeliche. Leggendo Manzoni tutte queste accezioni emergono poderose: Manzoni non \u00e8 solo il pi\u00f9 grande narratore italiano e fra i maggiori in Europa ma \u00e8 anche un testimone dell&#8217;umano di radici laiche e illuministiche che sa contaminarsi con le istanze pi\u00f9 profonde della sua conversione a un cristianesimo radicale ed evangelico. Manzoni sa coniugare la spinta umanitaristica del suo impegno di illuminista convinto dell&#8217;uguaglianza e fratellanza fra gli uomini con le istanze cristiane pi\u00f9 fedeli al Vangelo e lontane da ogni bigotto clericalismo. Ovviamente l&#8217;umanit\u00e0 in Manzoni si accompagna a una disamina spietata e durissima del &#8220;disumano&#8221;, del male, dell&#8217;ingiustizia, delle ipocrisie del potere. Studiare Manzoni vuole insomma partecipare dell&#8217;umano nelle sue contraddittorie lacerazioni e nella sua inesauribile complessit\u00e0. Mai autore \u00e8 stato cos\u00ec tanto attuale nella nostra tormentata vita di oggi<br><em>Gian Mario Anselmi \u00e8 professore ordinario di Letteratura italiana all&#8217;Universit\u00e0 di Bologna. Insieme a Ezio Raimondi ha coordinato una importante Antologia della letteratura italiana, \u201cTempi e immagini della Letteratura\u201d, 6 volumi, Milano, Bruno Mondadori. Collabora con alcune delle principali&nbsp;case editrici e con molte riviste nazionali e internazionali, ha svolto insegnamenti e lezioni presso molte universit\u00e0 straniere, in tutta Europa, negli Stati Uniti, in India, in Giappone e numerosi suoi lavori sono tradotti in varie lingue.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>CURA<\/strong><br>Incontro con <em>Carlo Alfredo Clerici<\/em> e <em>Tullio Proserpio<\/em><br>Mercoled\u00ec 8 Novembre 2023 ore 20.30, Auditorium Vendramini<br>Gioved\u00ec 9 Novembre ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)<br>Tra un medico e un presbitero che si incontrano nei corridoi di un ospedale nasce un dialogo autentico e appassionato sul tema della spiritualit\u00e0 nella cura. Di che cosa ha bisogno l&#8217;ammalato che soffre? Esiste la possibilit\u00e0 di un&#8217;alleanza tra medicina e spiritualit\u00e0, in una realt\u00e0 sanitaria sempre pi\u00f9 tecnologica e standardizzata su grandi numeri ed efficienza delle prestazioni? L&#8217;ascolto e la presa in carico della dimensione spirituale del paziente diventano un elemento capace di sostenerlo nei momenti pi\u00f9 difficili e di offrire nuove prospettive alla domanda di senso che accompagna ogni essere umano<br><em>Carlo Alfredo Clerici \u00e8 medico specialista in psicologia clinica, psicoterapeuta. Professore di II fascia di Psicologia Clinica presso il Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano. \u00c8 dirigente medico di I livello presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. \u00c8 autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali nonch\u00e9 di diversi volumi su temi di psicologia clinica. E\u2019fondatore e animatore del sito www.curaspirituale.it.<br>Tullio Proserpio \u00e8 presbiterio dell\u2019Arcidiocesi di Milano, dal 2003 \u00e8 cappellano ospedaliero presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. E\u2019consulente di progetto delle Cure Palliative per la Pontificia Accademia per la Vita e membro del gruppo di progetto per l\u2019Ufficio della Pastorale della Salute della Conferenza Episcopale Italiana. E\u2019fondatore e animatore del sito www.curaspirituale.it<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>TOLLERANZA<\/strong><br>Incontro con <em>Sabino Chial\u00e0<\/em><br>Mercoled\u00ec 15 Novembre 2023 ore 20.30, Auditorium Vendramini<br>Gioved\u00ec 16 Novembre 2023 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)<br>Il carattere multiculturale e multietnico della societ\u00e0 globale ci pone dinanzi a nuove sfide a cui \u00e8 possibile dare risposte attraverso la riscoperta della tolleranza, un valore che nel corso della storia ha dato vita alla lunga stagione dei diritti dell&#8217;uomo. L&#8217;apertura all&#8217;alterit\u00e0 e l&#8217;accettazione della fallibilit\u00e0 umana possono diventare le nuove bussole per orientarsi in una contemporaneit\u00e0 portatrice di due istanze dicotomiche: libert\u00e0 e sicurezza.<br><em>Sabino Chial\u00e0 \u00e8 monaco e priore di Bose dal 2022. Studioso di ebraico e siriaco, si \u00e8 dedicato in particolare allo studio della figura e dell\u2019opera di Isacco di Ninive, di cui ha recentemente pubblicato la prima traduzione italiana completa della prima collezione dei suoi scritti. Tra le pi\u00f9 recenti pubblicazioni ricordiamo \u201cLo Spirito Santo e noi. Meditazioni sugli Atti degli apostoli\u201d (EDB 2019) e \u201cPensare e dire. Alcuni spunti per praticare coscienza e parresia\u201d (Qiqajon, Bose 2021).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>BELLEZZA<\/strong><br>Incontro con <em>Stefano Zuffi<\/em><br>Mercoled\u00ec 22 Novembre 2023 ore 20.30, Auditorium Vendramini<br>Gioved\u00ec 23 Novembre 2023 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)<br>Quale bellezza pu\u00f2 far incontrare l&#8217;umanit\u00e0 smarrita e immersa nel caos del mondo? Perch\u00e9 rimaniamo incantati davanti a una fotografia o a un dipinto? Perch\u00e8 avvertiamo un&#8217;inesprimibile dolcezza interiore ascoltando musica, o ci soffermiamo con gli occhi spalancati a contemplare un tramonto? Perch\u00e9 ricerchiamo quella rivelazione, quell&#8217;epifania che definiamo bellezza? Attraverso alcune opere d\u2019arte che hanno segnato la storia dell\u2019umanit\u00e0, Stefano Zuffi ci mostra come e quanto la bellezza di un\u2019opera possa nutrire e affinare la nostra anima perch\u00e9, come sostiene Sebastiao Salgado &#8211; il fotografo brasiliano che pi\u00f9 di ogni altro ha raccontato l\u2019Amazzonia &#8211; \u201cnon bisogna aver paura di cercare la bellezza, di rappresentare le cose in modo bello\u201d.<br><em>Stefano Zuffi \u00e8 uno storico dell\u2019arte indipendente, specializzato in Museologia e Museografia. Si occupa professionalmente di divulgazione culturale, attraverso diversi canali. Organizza e cura mostre di arte antica e moderna in diverse citt\u00e0 d\u2019Italia. Tra i suoi libri pi\u00f9 recenti ricordiamo \u201cLeonardo in primo piano\u201d (Mondadori Electa, 2019), \u201cIl racconto della pittura italiana da Giotto a Caravaggio\u201d (Hoepli, 2020). \u00c8 membro del comitato scientifico della Pinacoteca di Brera e curatore della Pinacoteca Civica di Ancona.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>NATURA<\/strong><br>Incontro <em>Andrea Staid<\/em><br>Mercoled\u00ec 6 Dicembre 2023 ore 20.30, Auditorium Vendramini<br>Gioved\u00ec 7 Dicembre 2023 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)<br>Per secoli abbiamo considerato il pianeta come una risorsa inesauribile, da sfruttare e piegare per i nostri interessi. Abbiamo deviato fiumi, estratto dal suolo combustibili, ricoperto il terreno di cemento e riempito l&#8217;aria di sostanze chimiche, non curandoci delle conseguenze che questa attivit\u00e0 forsennata aveva sulle altre specie che popolano la Terra.<br>Ma siamo davvero cos\u00ec diversi e superiori rispetto a tutti gli altri esseri viventi?<br>La sfida del nostro secolo consiste nello sviluppare un approccio differente, ecologista, che tuteli davvero la natura anche a costo di ridurre sensibilmente la crescita economica: il pianeta appartiene a tutti e ciascuno di noi \u00e8 chiamato a cambiare il proprio stile di vita, facendo di giorno in giorno piccole scelte davvero sostenibili.<br><em>Andrea Staid \u00e8 docente di Antropologia culturale e visuale alla Naba di Milano e di Antropologia culturale all\u2019Universit\u00e0 di Genova. Dirige per Meltemi la collana Biblioteca\/Antropologia. Tra i suoi libri ricordiamo \u201cLa casa vivente. Riparare gli spazi, imparare a costruire\u201d (ADD Editore, 2021) ed \u201cEssere natura\u201d (Utet, 2022). Collabora con diverse testate giornalistiche, tra le quali \u201cIl Tascabile\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>CREAZIONE<\/strong><br>Incontro con <em>Paolo Ricca<\/em><br>Mercoled\u00ec 13 Dicembre 2023 ore 20.30, Auditorium Vendramini<br>Gioved\u00ec 14 Dicembre 2023 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)<br>L\u2019Evangelo, cio\u00e8 la \u00abbuona novella\u00bb, non comincia con il Nuovo Testamento, ma con Genesi, il primo libro della Bibbia: la creazione \u00e8 la \u00abbuona notizia\u00bb iniziale, con cui prende avvio la storia dell\u2019umanit\u00e0. Questa \u00e8 la premessa da cui parte Paolo Ricca. Nel suo percorso tra Antico e Nuovo Testamento, a rivelarsi \u00e8 il rapporto tra Dio e tutto ci\u00f2 che esiste, fra Dio e l\u2019uomo e tra l\u2019uomo e le altre creature; \u00e8 il valore unico, insostituibile della vita; \u00e8 la contemplazione del creato e delle sue meraviglie; \u00e8 lo stupore davanti al miracolo sempre nuovo della vita che si rinnova e alla fecondit\u00e0 inesauribile della madre terra, che fedelmente fa germogliare e nutre semi e piante; \u00e8 la libert\u00e0 che Dio ha voluto per tutte le creature. Riferimento imprescindibile per ogni generazione e fonte di una sapienza profonda a cui bisogna saper attingere, la Bibbia non soltanto illumina la storia e l\u2019identit\u00e0 millenaria dell\u2019umanit\u00e0, ma pu\u00f2 animare e sostanziare il rapporto dell\u2019uomo con il presente e il futuro, fornendo spunti di riflessione per quelli che sono gli interrogativi esistenziali pi\u00f9 urgenti. &nbsp;<br><em>Paolo Ricca \u00e8 pastore e teologo valdese. L\u2019Universit\u00e0 di Heidelberg gli ha conferito il dottorato honoris causa. \u00c8 pastore della Chiesa Valdese consacrato dal Sinodo del 1962. Dal 1976 al 2002 ha insegnato Storia della Chiesa e, per alcuni anni, Teologia Pratica presso la Facolt\u00e0 Valdese di Roma. Ha seguito da vicino, come giornalista, il Concilio Vaticano II ed \u00e8 stato per 15 anni membro della Commissione \u00abFede e Costituzione\u00bb del Consiglio Ecumenico delle Chiese. Collabora da circa cinquant\u2019anni al SAE (Segretariato Attivit\u00e0 Ecumeniche), fondato da Maria Vingiani. Per l\u2019Editrice Claudiana dirige la collana \u00abOpere scelte di Martin Lutero\u00bb. \u00c8 autore di varie pubblicazioni presso Claudiana, Morcelliana, Laterza e Magister.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MEMORIA<\/strong><br>Incontro con <em>Gabriella Gribaudi<\/em><br>Mercoled\u00ec 17 Gennaio 2024 ore 20.30, Auditorium Vendramini<br>Gioved\u00ec 18 Gennaio 2024 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)<br>L\u2019incontro propone un&#8217;analisi critica intorno a due grandi oggetti di studio: le memorie pubbliche e individuali legate alla Seconda guerra mondiale in Europa e quelle connesse alle catastrofi &#8220;naturali&#8221; che, attraverso la distruzione dei luoghi, spezzano oltre alle vite dei singoli quelle delle comunit\u00e0. Esperienze diverse che mettono in moto dinamiche di memoria e di oblio e attivano processi complessi, talvolta conflittuali, di elaborazione del ricordo: la costruzione del passato mitico, la dimensione del lutto e la sua trasmissione attraverso le generazioni, la pluralit\u00e0 dei discorsi che riconfigurano gli spazi geografici e politici.<br><em>Gabriella Gribaudi \u00e8 professore onorario di Storia contemporanea presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Napoli Federico II. Tra le sue principali pubblicazioni ricordiamo \u201cCombattenti, sbandati, prigionieri. Esperienze e memorie di reduci della Seconda Guerra Mondiale\u201d (Donzelli, 2016); \u201cGuerra totale. Tra bombe alleate e violenze naziste. Napoli e il fronte meridionale, 1940-44\u201d (Bollati Boringhieri 2005, Premio Napoli per la saggistica 2006) e \u201cLa memoria, i traumi, la storia. La guerra e le catastrofi nel Novecento\u201d (Viella, 2020).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u201cSEGRETO\u201d<\/strong><br>Incontro con <strong>Antonella Salomoni<\/strong><br>Mercoled\u00ec 24 Gennaio 2024 ore 20.30, Auditorium Vendramini<br>Gioved\u00ec 25 gennaio 2024 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)<br>Il 23 agosto 1939, la Germania e l\u2019Unione Sovietica stringono un patto di non aggressione conosciuto come Molotov-Ribbentrop, che suscita scalpore internazionale, e firmano un \u00abprotocollo aggiuntivo\u00bb segreto sulla spartizione dell\u2019Europa orientale. Evocato durante il processo di Norimberga e pubblicato negli Stati Uniti in base a copie non certificate, il protocollo scaten\u00f2 una controversia che prese nome dall\u2019opuscolo \u201cI falsificatori della storia\u201d. Da quel momento le interpretazioni in Occidente e in Urss si sono divaricate: per il campo occidentale il protocollo era \u00abvero\u00bb; per quello sovietico era un \u00abinganno\u00bb. Il ritrovamento, nel 1992, del \u00abplico\u00bb che lo conteneva, invece di ricongiungere la storiografia russa a quella occidentale, ha dato inizio ad un processo di restaurazione delle tesi de \u201cI falsificatori della storia\u201d che arriva, con Putin, fino ai nostri giorni.<br><em>Antonella Salomoni insegna Storia contemporanea nell\u2019Universit\u00e0 della Calabria e Storia della shoah e dei genocidi nell\u2019Universit\u00e0 di Bologna. Con il Mulino ha pubblicato \u00abIl pane quotidiano. Ideologia e congiuntura nella Russia sovietica\u00bb (2001), \u00abL\u2019Unione Sovietica e la shoah\u00bb (2007; trad. in francese e spagnolo) e \u00abLe ceneri di Babij Jar. L\u2019eccidio degli ebrei di Kiev\u00bb (2019),\u201d Il protocollo segreto. Il patto Molotov-Ribbentrop e la falsificazione della storia\u201d (2022).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>METAVERSO<\/strong><br>Incontro con <em>Giuseppe Riva<\/em><br>Mercoled\u00ec 31 Gennaio 2024 ore 20.30, Auditorium Vendramini<br>Gioved\u00ec 1 Febbraio 2024 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)<br>Se la televisione e i social media sono tecnologie persuasive per la loro capacit\u00e0 di influenzare i comportamenti umani, il&nbsp;metaverso \u00e8 una tecnologia&nbsp;trasformativa, in grado di modificare i meccanismi cognitivi, ci\u00f2 che le persone pensano e la realt\u00e0.&nbsp;<br>E\u2019evidente che queste possibilit\u00e0 aprono scenari totalmente nuovi in ambiti che vanno dal mondo&nbsp;della salute e del benessere, a quello della formazione.&nbsp;<br>Tuttavia, se con il&nbsp;metaverso \u00e8 possibile modificare il comportamento delle persone, le sensazioni e perfino il concetto di realt\u00e0, quali rischi pu\u00f2 implicare una simile tecnologia? Cosa succede, ad esempio, se uso il&nbsp;metaverso per fare rivivere nel mio corpo Adolf Hitler? Come e dove vengono utilizzate e trattate tutte le informazioni derivanti dai dati raccolti nel metaverso? Infine, quanto questo nuovo sviluppo tecnologico pu\u00f2 cambiare la nostra stessa natura umana?<br><em>Giuseppe Riva \u00e8 professore ordinario di Psicologia generale e Psicologia della Comunicazione all\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore dove dirige lo Humane Technology Lab, il laboratorio d\u2019Ateneo che ha come principale obiettivo quello di proporre una riflessione scientifica e culturale sull\u2019impatto delle nuove tecnologie sulle diverse dimensioni dell\u2019esperienza umana. Autore di oltre settecento articoli scientifici e di numerosi volumi in lingua italiana e inglese, \u00e8 il presidente dell\u2019Associazione internazionale di CyberPsychology (i-ACToR) ed editor europeo della rivista scientifica \u00abCyberPsychology, Behavior e Social Networking\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>POTERE<\/strong><br>Incontro con <em>Paolo Nardi<\/em><br>Mercoled\u00ec 21 Febbraio 2024 ore 20.30, Auditorium Vendramini<br>Gioved\u00ec 22 Febbraio 2024 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)<br>Con \u201cIl Signore degli Anelli\u201d J.R.R.Tolkien realizza un clamoroso ribaltamento della queste, il tema del viaggio-ricerca tipico di gran parte della letteratura medievale. A differenza della cerca tradizionale, dove il Santo Graal deve essere raggiunto e degnamente conquistato, la prova che deve affrontare l\u2019hobbit Frodo \u00e8 esattamente il contrario. L\u2019anello, che rappresenta il potere massimo, \u00e8 dato fin dall\u2019inizio e lo scopo del lungo viaggio, della peregrinazione attraverso la Terra di Mezzo \u00e8 quello di distruggerlo: dalla sua potenza e fascino deriva la volont\u00e0 di dominare la Terra. Visto che questo potere non pu\u00f2 essere controllato, la saggezza vuole che vi si rinunci e che lo si distrugga perch\u00e9 nessun animo corrotto ne possa fare cattivo uso. Una visione, quella proposta da Tolkien, che continua a rivoluzionare la nostra concezione del potere e che ci offre ancora oggi numerosi spunti di riflessione.<br><em>Paolo Nardi \u00e8 caporedatorre della casa editrice Fede &amp; Cultura, con la quale ha pubblicato \u201cLeggiamo insieme \u00abLo Hobbit\u00bb (2021) e \u201cLeggiamo insieme \u00abIl Signore degli Anelli\u00bb. Un commento al capolavoro di J.R.R. Tolkien\u201d (2022). Laureato in Lettere a C\u00e0 Foscari di Venezia e Master in Editoria a Roma, \u00e8 considerato uno tra i pi\u00f9 autorevoli studiosi dell\u2019opera tolkeniana. Ottimo divulgatore con una notevole attivit\u00e0 in rete.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>VERITA\u2019<\/strong><br>Incontro con <em>Paolo Ricca<\/em><br>Mercoled\u00ec 6 Marzo 2024 ore 20.30, Auditorium Vendramini<br>Gioved\u00ec 7 Marzo 2024 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)<br>\u201cIo sono la via, la verit\u00e0 e la vita\u201d: sono le parole pronunciate da Ges\u00f9 che troviamo in Giovanni 14,6. Nel commentare questo famoso versetto, Paolo Ricca scrive \u201csuggerisco una chiave di lettura \u201cper contrasto\u201d: cerco di mettermi nei panni di un ascoltatore greco di quel tempo \u2026 nell\u2019affermazione \u201cIo sono la verit\u00e0\u201d il contrasto lo vedo con una figura tipica della cultura egiziana: la Sfinge, il volto impenetrabile che materializza l\u2019enigmaticit\u00e0 fondamentale del mondo, della realt\u00e0, della vita di cui anche noi siamo una parte e dove tutto \u00e8 interrogazione. Ges\u00f9 invece non \u00e8 domanda: \u00e8 Verit\u00e0. Nel senso che non \u00e8 venuto a spiegare l\u2019enigmaticit\u00e0 della vita, ma a portare un po\u2019 di luce in questo mondo, a guarire, a consolare, a dare la sua vita, a dare la vista ai ciechi, a perdonare i peccatori. La verit\u00e0 come vita, dove la vita diventa piena e raggiunge le profondit\u00e0\u201d (tratto da \u201cEvangelo di Giovanni\u201d, Morcelliana, 2005).<br><em>Paolo Ricca \u00e8 pastore e teologo valdese.L\u2019Universit\u00e0 di Heidelberg gli ha conferito il dottorato honoris causa. \u00c8 pastore della Chiesa Valdese consacrato dal Sinodo del 1962. Dal 1976 al 2002 ha insegnato Storia della Chiesa e, per alcuni anni, Teologia Pratica presso la Facolt\u00e0 Valdese di Roma. Ha seguito da vicino, come giornalista, il Concilio Vaticano II ed \u00e8 stato per 15 anni membro della Commissione \u00abFede e Costituzione\u00bb del Consiglio Ecumenico delle Chiese. Collabora da circa cinquant\u2019anni al SAE (Segretariato Attivit\u00e0 Ecumeniche), fondato da Maria Vingiani. Per l\u2019Editrice Claudiana dirige la collana \u00abOpere scelte di Martin Lutero\u00bb. \u00c8 autore di varie pubblicazioni presso Claudiana, Morcelliana, Laterza e Magister.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>RESTANZA<\/strong><br>Incontro con <em>Vito Teti<\/em><br><s>Mercoled\u00ec 13 Marzo 2024 ore 20.30, Auditorium Vendramini<\/s> (data da destinarsi)<br>Gioved\u00ec 14 Marzo 2024 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)<br>Partire e restare sono i due poli della storia dell&#8217;umanit\u00e0. Al diritto a migrare corrisponde il diritto a restare, edificando un altro senso dei luoghi e di sestessi. La restanza \u00e8 un fenomeno del presente che riguarda la necessit\u00e0, il desiderio e la volont\u00e0 di generare un nuovo senso dei luoghi.<br>\u201cQuelli che lasciano il loro paese \u2013 afferma l\u2019antropologo Teti in una recente intervista &#8211; sono mossi dalla stessa inquietudine di coloro che vegliano su villaggi che si spopolano sempre pi\u00f9. Si viaggia e si resta anche nel tempo, da fermi. E ci si costruisce una realt\u00e0 doppia: il qui e il l\u00e0, dove conosce l\u2019esilio anche chi rimane\u201d.<br><em>Vito Teti \u00e8 professore ordinario di Antropologia culturale all\u2019Universit\u00e0 della Calabria, dove ha fondato e dirige il Centro di iniziative e ricerche Antropologie e Letterature del Mediterraneo. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo \u201cQuel che resta. L\u2019Italia dei paesi, tra abbandoni e ritorni\u201d (Donzelli, 2017), e \u201cLa restanza\u201d (Einaudi, 2022).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SILENZIOIncontro con Silvano PetrosinoMercoled\u00ec 13 Settembre 2023 ore 20.30, Auditorium Regione (incontro proposto all\u2019interno di pordenonelegge.it)Il prodigio del silenzio \u00e8 giungere a parlare tacendo, essere espressivi senza usare le parole, avere una vita silenziosamente eloquente. Il silenzio \u00e8 un modo diverso di comunicare, essere e vivere. 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