Calendario incontri 2025/2026

IL DESERTO FIORIRÀ COME LA ROSA
Incontro con Daniele Garrone.
Mercoledì 17 Settembre 2025 ore 20.30, Auditorium della Regione
All’interno di pordenonelegge

“Il deserto fiorirà come la rosa” è il titolo del libro, curato dall’Associazione culturale Aladura, che raccoglie le conferenze proposte da Aladura e tenute a Pordenone dal 2011 al 2024 dal teologo e pastore valdese Paolo Ricca. Le tematiche bibliche prese dal Primo Testamento e dai Vangeli sono molte, tutte interessanti e spiritualmente arricchenti.
In ogni incontro emerge il continuo e instancabile tentativo di Paolo Ricca di leggere, meditare, cercare di comprendere e condividere la Parola di Verità di Dio per farla nostra e sostituirla alle piccole e frammentate verità personali che noi, quasi sempre, consideriamo assolute. Un libro prezioso, da leggere e meditare, che propone dodici chiavi per aprire la Parola di Dio e accogliere i suoi doni.
Con l’occasione Daniele Garrone terrà una lectio dal titolo: “Le voci profetiche secondo la Scrittura”.
Paolo Ricca (1936 – 2024) teologo e pastore valdese. Ha insegnato Storia del cristianesimo presso la Facoltà valdese di Teologia di Roma. Per Claudiana ha diretto la Collana «Opere scelte – Lutero», di cui ha curato diversi libri. “Il Fuoco sulla terra” è la quattordicesima pubblicazione all’interno della prestigiosa collana “I libri di Paolo Ricca” editi da Claudiana.
Daniele Garrone, pastore valdese, dal 1988 professore di Antico Testamento alla Facoltà valdese di teologia. Tra i vari incarichi ricoperti in passato, è stato uno dei traduttori della Traduzione interconfessionale in lingua corrente (TILC) per l’Antico Testamento; Presidente della Società biblica in Italia e consulente della Lux Vide e della RAI per il progetto “Le storie della Bibbia”.

UMANITA’ SENZA ASTRI
Incontro con Roberto Trotta
Giovedì 18 Settembre ore 9.00, Arena Europa (per le scuole)
All’interno di pordenonelegge

Nei secoli l’osservazione e lo studio del firmamento hanno plasmato l’umanità. Che cosa saremmo oggi se fossimo da sempre vissuti in un universo senza stelle? Il cosmologo Roberto Trotta risponde a questa domanda immaginando una controstoria dell’umanità su un pianeta ricoperto da nubi che impediscono la vista della volta celeste. Un percorso che attraversa l’arte e la letteratura, la religione e la fisica, perché è nell’esplorazione dei meandri dell’animo umano che possiamo comprendere quanto in realtà le stelle ci sono vicine.

Roberto Trotta, cosmologo e divulgatore scientifico, è professore di Fisica teorica alla Scuola internazionale superiore di studi avanzati (SISSA) di Trieste e visiting professor di Astrostatistica all’Imperial College London. Con il Saggiatore nel 2025 ha pubblicato “Il cielo stellato sopra di noi”.

IL CIELO PERDUTO
Incontro con Roberto Trotta
Giovedì 18 Settembre ore 20.30, Auditorium della Regione

Se è vero che grazie all’astronomia lo spazio ci appare ogni giorno meno misterioso, è anche vero che abbiamo parallelamente perso l’intimità che i nostri antenati avevano con il firmamento, smarrendo una parte importante della nostra identità. Il cosmologo Roberto Trotta compone un racconto scientifico e culturale delle interconnessioni tra astri e civiltà, invitandoci a guardare al nostro passato da un punto di vista inedito: quello della volta celeste.
Roberto Trotta, cosmologo e divulgatore scientifico, è professore di Fisica teorica alla Scuola internazionale superiore di studi avanzati (SISSA) di Trieste e visiting professor di Astrostatistica all’Imperial College London. Con il Saggiatore nel 2025 ha pubblicato “Il cielo stellato sopra di noi”.

L’UOMO ALLO SPECCHIO
Incontro con Marco Aime
Mercoledì 1 Ottobre 2025 ore 20.30, Auditorium Vendramini
Giovedì 2 Ottobre 2025 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

L’antropologo osserva, ascolta e tocca; il suo sapere si costruisce su basi sensoriali, prima di arrivare a tradursi in teorie e modelli. Sul terreno egli non vede strutture, società, politica, economia, ma persone che si incontrano, combattono, producono, si organizzano, pregano, vivono. Partendo da una osservazione concreta, vissuta sul campo, Marco Aime ci accompagna all’interno della poliedrica trama umana, mostrandoci tutta la sua complessità e ricchezza attraverso la lente dell’antropologo.

Marco Aime insegna antropologia culturale all’Università di Genova. Autore di studi sulle popolazioni alpine e sull’Africa ha pubblicato numerosi saggi, fra i quali “Il grande gioco del Sahel. Dalle carovane di sale ai Boeing di cocaina” (Bollati Boringhieri, 2021), “Di pietre, di sabbia, di erba, di carta. Un antropologo sul campo” (Bollati Boringhieri, 2024) e “Il patto delle colline” (Elèuthera, 2024).

IL CONDOMINIO STELLARE
Incontro con Emilio Cozzi
Mercoledì 15 Ottobre 2025 ore 20.30, Auditorium Vendramini
Giovedì 16 Ottobre 2025 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

È in atto una corsa invisibile per il predominio politico ed economico dello Spazio. Da quando la missione Apollo 11 ci ha permesso di immaginare la nostra esistenza al di fuori dell’orbita terrestre, prima le nazioni più potenti, poi le aziende e gli imprenditori più ambiziosi del mondo hanno capito che il centro del loro potere e il futuro degli investimenti non si trovava solo sulla Terra. Così lo Spazio è diventato il luogo in cui è possibile modificare le nostre vite quotidiane.
Emilio Cozzi, esperto di economia e politica dello Spazio, ci propone uno sguardo ampio su un’avventura che, non più relegata alla fantascienza, diventa sempre più presente nell’avvenire di ciascuno di noi.

Emilio Cozzi è giornalista, autore e divulgatore specializzato in Spazio e gaming, argomenti di cui scrive per diverse testate nazionali. Collabora regolarmente con l’ISPI – Istituto per gli studi di politica internazionale – con Wired Italia, Forbes, Il Sole 24 Ore e FinanciaLounge.com. Con il Saggiatore ha pubblicato nel 2024 “Geopolitica dello spazio”.

“VIDI GENTI FANGOSE IN QUEL PANTANO …
Incontro con Laura Pasquini
Mercoledì 29 Ottobre 2025 ore 20.30, Auditorium Vendramini
Giovedì 30 Ottobre 2025 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

…, ignude tutte, con sembiante offeso” (Inferno, VII, 110-111). Esiste un complesso e ricco dibattito interdisciplinare incentrato sui cicli imponenti di opere a fresco o a mosaico realizzate tra gli ultimi decenni del 1200 e i primi del 1300, con la rappresentazione del Giudizio Universale. Pensiamo alla Cupola del Battistero di San Giovanni e alla Cappella della Maddalena al Bargello a Firenze, agli affreschi del Giudizio Universale e dell’Inferno a Pisa, al Giudizio Finale nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Queste opere rappresentano la fine dei tempi e l’Aldilà attraverso una visione del cosmo ispirata soprattutto alla Divina Commedia, dove il racconto poetico e la narrazione dipinta si intrecciano e sovrappongono.
Laura Pasquini, storica dell’arte medievale, ci guiderà in questo viaggio attraverso le opere artistiche che nei secoli hanno ispirato e si sono ispirate alla Divina Commedia, fonte ancora oggi di un continuo scambio tra arte, poesia e letteratura.

Laura Pasquini è storica dell’arte medievale presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Interessata agli esiti iconologici della produzione artistica di epoca tardoantica e medievale, si occupa di archeologia cristiana, di iconografia dantesca, delle immagini dell’aldilà nel Medioevo, oltre che della rappresentazione figurata della città. Tra le sue monografie: con Carocci editore “Il diavolo” (2024) e «Pigliare occhi, per aver la mente» (2020); “Iconografie dantesche” (Ravenna 2008).

IL CANTO DELLE SIRENE DIGITALI
Incontro con Piero Benvenuti
Mercoledì 12 Novembre 2025 ore 20.30, Auditorium Vendramini
Giovedì 13 Novembre 2025 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

La progressiva dipendenza dalla rete induce l’umanità ad abdicare dalla fatica di pensare e decidere autonomamente, trasformando la Cibernetica nella attuale pervasiva Intelligenza Artificiale.
L’idea di sostituire la comunicazione terrestre con quella spaziale si è concretizzata con la rete di satelliti geostazionari, che da decenni trasmettono programmi televisivi e informazioni. Con la rete Starlink stiamo assistendo a un salto epocale: riducendo la distanza dei satelliti collocati nelle cosidette orbite basse, la rapidità dell’interconnessione è garantita. Si stima che Starlink, a regime, sarà costituita da circa 42.000 satelliti, di cui più di 6.400 sono già in orbita.
Quale impatto hanno queste mega costellazioni sulla osservazione astronomica? Quali saranno le conseguenze a lungo termine sul delicato equilibrio della nostra atmosfera, sulla sua naturale azione filtrante e sul clima?
L’astrofisico Piero Benvenuti affronterà questi e altri interrogativi collegati alla rivoluzione tecnologica in pieno svolgimento.

Piero Benvenuti è Direttore del Centro IAU per la protezione del cielo e professore Ordinario di Astrofisica delle Alte Energie presso l’Università di Padova, dove tiene anche i corsi di “Storia dell’Astronomia” e di “Astronomia” per matematici. È Direttore del Centro di Ateneo di Scienze e Attività Spaziali “G. Colombo” dell’Università di Padova. Si interessa attivamente del dialogo tra Scienza e Teologia.

FATTI DI STELLE
Incontro con Giorgio Agnisola
Mercoledì 26 Novembre 2025 ore 20.30, Auditorium Vendramini
Giovedì 27 Novembre 2025 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

Il cielo notturno è uno spazio sia fisico che metafisico e gli artisti lo sanno bene. Anche se oggi sembra affievolita quella trepidante percezione di infinito, lo sguardo al cielo è ciò che dagli albori ci ha caratterizzato come esseri umani.
Giorgio Agnisola racconta il rapporto tra l’uomo e le stelle attraverso opere e luoghi d’arte, dalla preistoria ai nostri giorni: dai dipinti parietali delle grotte di Lascaux, all’Art Space degli ultimi decenni. Un invito rivolto a tutti noi a guardare il cielo stellato e a rileggerlo attraverso le testimonianze dell’arte: forse proprio lassù, nei mondi stellari, si trova la risposta ai nostri più profondi desideri.

Giorgio Agnisola, critico d’arte e scrittore, consulente d’arte moderna e contemporanea, curatore sul piano scientifico di mostre di rilievo internazionale. Professore emerito di Arte sacra e Beni culturali presso la Pontificia Facoltà dell’Italia Meridionale (Istituto Teologico Salernitano), è membro dell’Associazione Internazionale Critici d’Arte e collabora alle pagine culturali del quotidiano «Avvenire». Nel 2024, con Donzelli, ha pubblicato “Viaggio nell’arte delle stelle. Dalle grotte di Lascaux alla Space Art”.

BEATA COLEI CHE HA CREDUTO
Incontro con Daniele Garrone
Mercoledì 3 Dicembre 2025 ore 20.30, Auditorium Vendramini

Il Magnificat è il canto di gioia di tutto Israele, l’alleato del Signore, il servo, non il sottomesso. Il Magnificat riecheggia il Cantico di Miriam, la sorella di Mosè: “La tua destra, Signore, terribile per la potenza, la tua destra, Signore, annienta il nemico” (Es15, 6). La gioia e il giubilo per il passaggio del mare, che è anche passaggio dall’oppressione alla libertà, è danza di memoria nel Cantico di Miriam, ma diventa profezia nel Cantico di Maria. Mentre Miriam cantava un fatto accaduto, Maria ne anticipa uno ancora da venire. La sua certezza che il miracolo antico si rinnovi, che quel che canta cominci a succedere di nuovo, sta in quell’embrione di speranza che si porta nel grembo. Dalla voce di Maria, che sale come inno di fede inarginabile, prende forma un altro primogenito vestito di promessa: “Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore” (Lc1,51)

Daniele Garrone, pastore valdese, dal 1988 professore di Antico Testamento alla Facoltà valdese di teologia. Tra i vari incarichi ricoperti in passato, è stato uno dei traduttori della Traduzione interconfessionale in lingua corrente (TILC) per l’Antico Testamento; Presidente della Società biblica in Italia e consulente della Lux Vide e della RAI per il progetto “Le storie della Bibbia”.

QOÈLET, UN FILOSOFO NEL PRIMO TESTAMENTO?
Incontro con Daniele Garrone
Giovedì 4 Dicembre 2025 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

Il libro di Qoèlet, colui che parla all’Assemblea, appartiene alla letteratura sapienziale ed è uno dei libri più scandalosi del Primo Testamento. A una lettura superficiale può sembrare lontano dai nostri gusti con i suoi pensieri, i suoi detti e le sue osservazioni pratiche apparentemente sconnessi. Tuttavia il tema del Qoelet, ripreso in numerosi romanzi e opere del XX secolo, è sempre attuale e continua a sorprenderci e stimolarci.
È un testo provocatorio che vuole risvegliare nei suoi lettori una riflessione autentica per entrare nella complessità della storia, senza lasciarsi vivere dalla storia stessa. Qoèlet insegna anche a guardare in faccia la realtà, dando un nome preciso a tutte le inconsistenze che la attraversano, a tutti i vuoti che la caratterizzano: e in questa operazione non fa sconti a nessuno! Le sue attualissime pagine risuonano come un forte invito a cercare nel quotidiano il senso della misura, vero rimedio all’insipienza degli eccessi, e a trovare quella sapienza che consente di vivere in un mondo che talora appare come un vero e proprio teatro dell’ingiustizia, se non dell’assurdo.
Daniele Garrone proporrà alcune chiavi di lettura per accostarsi a questo libro della Bibbia, tanto prezioso quanto misterioso, nel tentativo di riflettere sulla nostra esistenza e cercare di comprendere la realtà guardando in faccia il mistero della vita con tutto ciò che comporta: gli splendori e le miserie, il riso e le lacrime.

Daniele Garrone, pastore valdese, dal 1988 professore di Antico Testamento alla Facoltà valdese di teologia. Tra i vari incarichi ricoperti in passato, è stato uno dei traduttori della Traduzione interconfessionale in lingua corrente (TILC) per l’Antico Testamento; Presidente della Società biblica in Italia e consulente della Lux Vide e della RAI per il progetto “Le storie della Bibbia”.

LA NOTTE DEI LIBRI BRUCIATI
Incontro con Fabio Stassi
Mercoledì 14 Gennaio 2026 ore 20.30, Auditorium Vendramini
Giovedì 15 Gennaio 2026 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

Partendo dalla macabra immagine dei roghi di libri nazisti, Fabio Stassi ci conduce in un’avventura attraverso la storia della censura e della repressione culturale. Dall’antica Roma ai giorni nostri, l’Autore ci mostra come il potere, in tutte le sue forme, abbia spesso cercato di distruggere la parola scritta, considerata una minaccia troppo grande. Con uno studio minuzioso di mappe, resoconti e liste di opere bandite dal partito nazista, Fabio Stassi riscopre cinque autori italiani considerati pericolosi: Pietro Aretino, Antonio Borgese, Emilio Salgari, Ignazio Silone, Maria Volpi, in arte Mura.
L’Autore ci guida così in un viaggio attraverso la storia, mostrandoci come la censura sia stata utilizzata in ogni epoca e in ogni luogo per soffocare il pensiero critico e controllare le masse. Il suo libro “Babelplatz. La notte dei libri bruciati” non è solo un’accusa contro la repressione, ma è anche una celebrazione della forza della parola scritta, capace di resistere anche alle più feroci persecuzioni.

Fabio Stassi, scrittore e bibliotecario, ha curato l’edizione italiana di “Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno” (2013, 2016) e di “Crescere con i libri. Rimedi letterari per mantenere i bambini sani, saggi e felici” (2017). Nel 2024 con Sellerio ha pubblicato “Bebelplatz. La notte dei libri bruciati” e nello stesso anno gli è stato conferito, dalla sezione tedesca del PEN International, il Premio Hermann Kesten 2024 per la difesa della libertà di parola.

MONDI VICINI CHE SI ALLONTANANO
Incontro con Egidio Ivetic
Mercoledì 21 Gennaio 2026 ore 20.30, Auditorium Vendramini
Giovedì 22 Gennaio 2026 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

Oggi il contatto diretto Sud/Nord avviene su scala globale in due luoghi del mondo: lungo la frontiera che separa il Messico dagli Stati Uniti e nel Mediterraneo. Il mare, che per secoli è stato uno spazio d’incontro e confronto, vede fronteggiarsi un’Europa chiusa in se stessa e un Sud globale in forte trasformazione, ma fragile proprio sulle coste mediterranee: l’attrito tra le parti ha aperto un tragico solco, una ferita.
Per contro, ancora un decennio fa nessuno avrebbe immaginato che la polarizzazione tra la Russia – e più in generale l’Asia – e l’Unione europea e gli Stati Uniti si sarebbe concretizzata lungo l’antica faglia, quasi dimenticata, che delimitava le due tradizioni europee, quella latina occidentale e quella post-bizantina. Invece oggi, ancora una volta, la storia è richiamata e usata a fini geopolitici: ma come si giunge ai confini tra Est e Ovest? E quanto continuano a ridefinirsi e a riposizionarsi? Il confine dentro l’Europa è come una faglia che attraversa e condiziona la nostra storia, in una continua ridefinizione della quale ci accorgiamo solo nei momenti di crisi.

Egidio Ivetic insegna Storia moderna, Storia dell’Europa orientale e Storia del Mediterraneo all’Università di Padova. Con Rubbettino nel 2022 ha pubblicato “Il Mediterraneo e l’Italia. Dal mare nostrum alla centralità comprimaria”; con il Mulino “I Balcani. Civiltà, confini, popoli, 1453-1912” (2020), “Est/Ovest. Il confine dentro l’Europa” (2022), “Il grande racconto del Mediterraneo” (2022) e “Sud/Nord. La frontiera globale nel Mediterraneo” (2024).

LA VERITA’ DELLA FINZIONE
Incontro con Silvano Petrosino
Mercoledì 4 Febbraio 2026 ore 20.30, Auditorium Vendramini
Giovedì 5 Febbraio 2026 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

L’esperienza umana non coincide mai con la semplice vita, ma è frutto dell’intrecciarsi di segni, sogni, simboli, paure, rimorsi, speranze, illusioni, propositi, sensi di colpa… che accompagnano come un’ombra ogni istante del vivere. Parlare di questa trama aggrovigliata e densa è un’impresa temeraria. Eppure c’è un segmento dell’espressione umana che non si tira indietro di fronte al compito di rispondere a questa esigenza insopprimibile di senso. È la grande letteratura, che presta la propria voce per dire alcune verità su quel tratto umano distintivo e spesso assente nei discorsi della scienza, forse anche perché non riducibile totalmente ad essi. E lo fa ricorrendo al suo strumento più raffinato: la finzione, unico e peculiare modo di parlare del segreto dell’essere umano, di far emergere e salvaguardare le testimonianze relative a ciò che dell’umano è l’essenziale.
A questa modalità di espressione si accosta il filosofo Silvano Petrosino, proponendoci alcuni Autori: da Céline a Conrad, da Manzoni a Kafka, da Joyce a Yourcernar e altri.
L’invito di Petrosino è di non lasciarsi distrarre dal frastuono che accompagna i proclami dell’Intelligenza Artificiale e le scoperte delle neuroscienze, dalle chiacchiere che provengono dal mondo social, ma continuare a prestare ascolto a quella parola letteraria che cerca di aiutarci a dare risposta ai grandi interrogativi della vita.

Silvano Petrosino , filosofo internazionalmente noto per i suoi studi sul pensiero di Lévinas e Derrida, è professore ordinario presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove insegna Antropologia filosofica. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: “Lo stupore. La gioia dello sguardo” (Interlinea, 2023), “L’amicizia” (Edizioni della Meridiana, 2023) e con Vita e Pensiero “Piccola metafisica della luce. Una teoria dello sguardo” (2023), “Le fiabe non raccontano favole. Una difesa dell’esperienza” (2023), ”La verità della finzione” (2024).

SULLE TRACCE DELL’ASSENTE
Incontro con Giovanni Battista Magoni
Mercoledì 18 Febbraio 2026 ore 20.30, Auditorium Vendramini
Giovedì 19 Febbraio 2026 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

Krzysztof Kieślowski (Varsavia, 1941-1996) regista, sceneggiatore, scrittore e documentarista polacco, riconosciuto universalmente come uno dei più grandi autori della storia del cinema è un “cercatore di senso”, tra ragione e mistero.
Il suo è un cinema dell’interiorità, dove l’indagine sull’uomo lascia trasparire tracce metafisiche e teologiche. Nello “stare addosso all’uomo”, il regista rileva delle “fenditure” nelle quali l’Essere appare nel suo celarsi (l’Assente) e nel suo apparire (il Presente). L’Assente si affaccia come “regia sottotraccia”, come “occulto tessitore” che offre all’uomo occasioni per realizzarsi nell’amore.
E così, all’etica dell’individualismo tratteggiata nel Decalogo, Kieślowski offre, nei Tre Colori (Film Blu, Film Bianco e Film Rosso), il contrappunto di un’etica dell’amore. Il finale di Film Rosso è parola di speranza: tutti i protagonisti dell’opera, anziché naufragare, sono incredibilmente salvati: non per caso, ma per destino provvidente. E così tutti possiamo sperare, con il Sommo Poeta, di “uscire a riveder le stelle”. Anzi, di contemplare “l’amor che move il sole e l’altre stelle”.

Giovanni Battista Magoni, sacerdote pavoniano, laureato in filosofia, ha insegnato per molti anni nella scuola. Ha svolto per nove anni l’incarico di Superiore della Provincia pavoniana d’Italia ed è attualmente il Direttore di Àncora Editrice, con la quale nel 2024 a pubblicato “Sulle tracce dell’Assente. Metafisica del quotidiano nel cinema di Kieślowski”.

NON È QUI. È RISORTO
Incontro con Emanuela Fogliadini
Mercoledì 4 Marzo 2026 ore 20.30, Auditorium Vendramini

La Resurrezione di Gesù, vero uomo e vero Dio, è il mistero nodale, il fatto decisivo che distingue la fede cristiana dalle altre religioni, che pure considerano e apprezzano la figura storica e l’attività umana del Nazareno. Nella storia dell’arte, pur fra le varianti negli elementi “di contorno”, la scena viene impostata in due modi. Il più frequente è quello che vede Gesù uscire dal sepolcro e librarsi nel cielo come per una liberazione di energie, quasi in anticipo sull’Ascensione; nell’altro caso, invece, Cristo emerge dalla tomba e appare ancora caratterizzato da una corposa fisicità terrena.
Con Emanuela Fogliadini, esperta di iconografia bizantina–ortodossa, mediteremo il tema della Resurrezione attraverso una serie di capolavori tutti provenienti dall’iconografia degli orienti cristiani.

Emanuela Fogliadini si occupa d’iconografia e teologia bizantina-ortodossa. Dottore in Teologia (FTIS, Milano 2014) e in Storia, Antropologia, Religioni (Sapienza, 2017), è docente stabile di Teologia ortodossa e Arte e Teologia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano e di Storia della Teologia dell’Oriente cristiano presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano.

DIETRO IL DETTAGLIO:
EVA, SARA, MIRIAM, GIUDITTA, ESTER

Incontro con Emanuela Fogliadini
Giovedì 5 Marzo 2026 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

In un momento storico dove prevalgono gli slogan identitari e le letture frettolose, il testo biblico ci invita a recuperare la sapienza di uno sguardo penetrante, capace di scorgere quel Dio che ama nascondersi dietro il dettaglio e che agisce mediante figure marginali. Tra queste troviamo alcune donne: forti, carismatiche, protagoniste di episodi chiave affrontanti tra paure e speranze. Esse raccontano un Dio che sfugge alle semplificazioni religiose e di un libro, la Bibbia, che riserva continue sorprese ai propri lettori, nella misura in cui ci si rende disponibili e aperti a una lettura non superficiale.
Emanuela Fogliadini ci presenterà cinque personaggi femminili: Eva, Sara, Miriam, Giuditta, Ester; verrà raccontata la storia di ciascuna, attraverso le fonti testuali della Tanak, della letteratura midrashica e in particolare attraverso le immagini che, nel corso dei secoli, l’arte ha reso loro omaggio. 

Emanuela Fogliadini si occupa d’iconografia e teologia bizantina-ortodossa. Dottore in Teologia (FTIS, Milano 2014) e in Storia, Antropologia, Religioni (Sapienza, 2017), è docente stabile di Teologia ortodossa e Arte e Teologia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano e di Storia della Teologia dell’Oriente cristiano presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano.

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