Calendario incontri 2026/2027

SPERANZA E COLPA: FIGURE IN CAMMINO
Incontro con Teresa Bartolomei
Mercoledì 16 Settembre 2026 ore 20.30
All’interno di pordenonelegge

Teresa Bartolomei propone due figure bibliche tra le più note: Noè e Giuda, aiutandoci a riscoprire quanto abbiano da dirci ancora questi due personaggi della Scrittura.
La storia di Noè rivela tutta la sua realistica urgenza in questo tempo in cui la grande potenza tecnologica mette l’uomo in condizione di distruggere la terra. Il tradimento di Giuda, da parte sua, ci interroga sulla perdizione massima – tradire un amico, tradire Dio – e sulla sua terribile soluzione.
Pur nella diversità di contesto narrativo, queste storie ci parlano entrambe di un destino di colpa e di un collasso della speranza.
Invece Teresa Bartolomei fa dei due protagonisti delle ‘figure in cammino’ verso la luce della Parola, capovolgendo la loro sorte e convertendo il nostro sguardo.
La teologia della maledizione del diluvio viene confutata – Dio non punisce – e rovesciata nella teologia dell’ecocidio, vera e propria teologia della seconda creazione.
Allo stesso modo, Giuda ci viene restituito come luogo teologico di rivelazione di ogni uomo che consegna Dio scambiandolo per una manciata d’argento, di godimento, di vanità, di dominio.
Figura della condizione umana prima di essere redenta da quell’unico uomo che non tradisce, che non consegnerà mai Dio al male, ma che si lascia anzi consegnare al suo posto: Gesù Cristo.
Una lettura vertiginosa del testo biblico che diventa una straordinaria scuola di umanità e un viaggio nel cuore dell’essere umano nel suo dialogo con Dio.

Teresa Bartolomei, docente e ricer­catrice presso la Facoltà di Teologia dell’U­niversità Cattolica di Lisbona, ha studiato Filosofia del linguaggio alla Sapienza di Roma con Tullio De Mauro e alla Goethe-Universität di Francoforte con Karl-Otto Apel. Ha pubblicato saggi di etica, religio­ne e letteratura, così come narrativa breve, in riviste italiane, francesi e portoghesi, e in Germania per Campus Verlag. Con Vita e pensiero ha pubblicato “Dove abita la luce? Figure in cammino sulla strada della Parola”. È prossima la sua ultima pubblicazione sempre con Vita e Pensiero.

LA FINE DELLA FINE

Incontro con Davide Ferrario
Giovedì 17 Settembre 2026 ore 9.00 (per le scuole)
All’interno di pordenonelegge

Viviamo in una epoca dove la velocità è una trappola in cui si cade facilmente e al tempo stesso gli avvenimenti tendono a disporsi non già come un racconto ma come un flusso senza fine.
Prendendo spunto da queste osservazioni il regista Davide Ferrario mostra come tutto ciò si rifletta anche sulla “settimana arte”: influenzati dall’immediatezza consentita dalla tecnologia, non abbiamo più la pazienza di aspettare quello che da sempre è lo sviluppo naturale di una narrazione che prevede una fine.
Ferrario si interroga sulla natura profonda della serialità, su che cosa sia oggi la narrazione per immagini, attingendo alla sua esperienza diretta e alle sue riflessioni teoriche applicate allo “storytelling” quanto alla società, invitandoci a non perdere i riferimenti a un «prima» e a un «dopo», per non trovarsi immersi in un «adesso» perenne e disorientante.

Davide Ferrario è regista cinematografico. Ha realizzato film di successo quali “Tutti giù per terra” (1997) e “Dopo mezzanotte” (2002), “La strada di Levi” (2007), “Tutta colpa di Giuda” (2009). Collabora con “la Lettura” e “Doppiozero”. Il suo primo romanzo, “Dissolvenza al nero”, Premio Hemingway nel 1995, è stato portato sullo schermo da Oliver Parker. Con Feltrinelli ha pubblicato “Sangue mio” (2010) e “L’isola della felicità” (2025); con Einaudi “La fine della fine” (2026).

Testo di riferimento per l’incontro con le scuole:
“La fine della fine” di Davide Ferrario (Einaudi, 2026).

L’ISOLA DELLA FELICITÀ
Incontro con Davide Ferrario
Giovedì 17 Settembre 2026 ore 20.30
All’interno di pordenonelegge

In un’isola sperduta nell’Oceano Pacifico la popolazione, che ha sempre vissuto con frugalità di pesca e agricoltura, si ritrova ricchissima grazie allo sfruttamento di un deposito di guano, da cui si ricavano fertilizzanti di pregio. Dall’oggi al domani l’isola diventa uno dei paesi con il reddito pro capite più alto al mondo. Cinquant’anni dopo, l’isola è in miseria e l’unica graduatoria a cui è in testa è quella della popolazione più obesa del pianeta. È uno degli isolani – testimone straniato dell’incredibile storia vera di Nauru, la repubblica più piccola del mondo – a prendere la parola e a raccontarci la traiettoria di un paradiso in Terra a cui basta solo mezzo secolo per conoscere glorie e nefandezze del genere umano. Attingendo a eventi reali, Davide Ferrario costruisce ci propone una metafora del mondo contemporaneo.

MILLE ANNI E UN GIORNO
Incontro con Luciano Manicardi
Mercoledì 30 Settembre 2026 ore 20.30, Auditorium Vendramini
Giovedì 1Ottobre 2026 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

Nel romanzo “I fratelli Karamazov” Dostoevskij fa pronunciare queste parole a padre Zosima: “… quanto c’è dentro di sublime, di misterioso, di superiore alla nostra mente … che libro è mai questo, e quali insegnamenti! … Una specie di bassorilievo del mondo e dell’uomo e dei caratteri umani, dove tutto ha il suo nome e la sua connotazione per i secoli dei secoli …”.
Il libro al quale fa riferimento il personaggio di Dostoevskij è la Bibbia, tuttora il libro più venduto e tradotto nel mondo, una biblioteca che riunisce testi differenti la cui pluralità concerne sia epoche che lingue e generi letterari di composizione. Nonostante questo la Bibbia rimane un testo misterioso, poco conosciuto e spesso più acquistato che letto e meditato. Tuttavia perché questo libro rimane ancora così importante? Come si è formato nel tempo? Come è arrivato a noi? Quale influenza ha sulla nostra cultura?

Luciano Manicardi, biblista, priore di Bose dal 2017 al 2022, collabora a varie riviste di argomento biblico e spirituale. Attento all’intrecciarsi dei dati biblici con le acquisizioni più recenti dell’antropologia, riesce a far emergere dalla Scrittura lo spessore esistenziale e la sapienza di vita di cui è portatrice.

Testo di riferimento per l’incontro con le scuole:
“Guida alla conoscenza della Bibbia” di Luciano Manicardi (Qiqajon, 2009).

IL DONO DEL MITO
Incontro con Cristina Dell’Acqua
Giovedì 15 Ottobre 2026 ore 20.30, Auditorium Vendramini
Venerdì 16 Ottobre 2026 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

Veri e propri doni provenienti dal passato i miti continuano ad arricchirci e a ogni rilettura impariamo qualcosa di più su chi siamo. Cristia Dell’Acqua ne ha scelti nove che hanno il potere di prendersi cura di quello che da sempre muove ogni nostra azione: le emozioni.
La forza di Andromaca, che difende l’amore anche nella perdita, diventa la nostra quando affrontiamo la fine di una storia; la furia di Achille, che cede il passo alla magnanimità, ci può insegnare il coraggio dell’empatia; quando siamo in balia di un attacco di panico ci può aiutare conoscere lo stato d’animo incarnato dal dio Pan perché ciò che viene nominato può essere contenuto; mentre la nostra parte più vitale e inafferrabile appartiene a Dioniso, è lui che cura ciò che sfugge al controllo della razionalità …. Questi nove miti ci consegnano altrettante parole chiave perché se a prima vista parlano di dèi, eroi ed eroine, in realtà raccontano quello che gli antichi sapevano di noi: le passioni che ci animano, le trasformazioni che siamo chiamati a compiere e come le ferite possano diventare il luogo stesso della cura.

Cristina Dell’Acqua, laureata in Lettere Classiche all’Università degli Studi di Milano, insegna greco e latino al Collegio San Carlo di Milano e Attualità della cultura classica all’Università IULM di Milano. Appassionata di sperimentazione didattica, si è specializzata in Arts Integration negli USA (Annapolis, Maryland). Cura la nuova collana di Classici Roi Edizioni e scrive articoli culturali per il «Corriere della Sera».

Testo di riferimento per l’incontro con le scuole:
“Il dono del mito” di Cristina Dell’Acqua (Mondadori, 2026).

I VOLTI DELL’AVVERSARIO
Incontro con Roberto Esposito
Mercoledì 28 Ottobre 2026 ore 20.30, Auditorium Vendramini

Al cuore del Primo Testamento, nel libro della Genesi al capitolo 32 c’è un episodio racchiuso in undici versetti (23-33) che costituisce non solo una delle scene più famose e influenti della nostra tradizione ma anche la soglia misteriosa attraverso cui sembra passare l’intero racconto biblico.
Quei versetti narrano la lotta notturna del patriarca Giacobbe sulla riva del fiume Iabbòq con un misterioso personaggio di cui non è chiara l’identità, la provenienza e la motivazione. Un evento enigmatico, che non ha smesso di interpellare teologi, filosofi, artisti.
Chi è questo personaggio che afferra Giacobbe e lo affronta per l’intera notte? Un uomo, un dio, un angelo, un demone o la sua stessa ombra che si stacca da lui per perseguitarlo? E ciò che li stringe in un nodo insolubile è un incontro, un abbraccio, una danza o una lotta?
Partendo da questo celebre ed enigmatico episodio della Bibbia, del quale sono state date svariate interpretazioni, Roberto Esposito moltiplica le domande convocando autori, testi, opere d’arte che sono entrati in rapporto con la Lotta per accostarsi a una verità che continua a sfuggire e che ci lascia immersi in una continua e misteriosa tensione che ha a che fare con la vita di ciascuno.

L’ONDA NERA

Incontro con Roberto Esposito
Giovedì 29 Ottobre 2026 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

Nel cuore del Novecento l’onda nera del nazifascismo ha rischiato di sommergere l’intera società europea. La lotta contro di essa resta incerta perché quei linguaggi, immagini e pulsioni c’interpellano direttamente ancora oggi. Soltanto riconoscendone l’inquietante latenza nella nostra esperienza, anziché illuderci di esorcizzarla con stanchi rituali, potremo sperare di smontare la sua macchina metafisica.
Sulla scorta di un confronto con alcuni esponenti del pensiero, della psicoanalisi e della letteratura Roberto Esposito propone un’interpretazione filosofica dell’evento storico più tragico dell’età contemporanea non solo per ristabilire un rapporto autentico con il passato ma anche per contrastare le pulsioni, mai del tutto sopite, che possono indurci a riattivarlo.

Roberto Esposito è professore emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa. Tra i suoi libri piú recenti “Immunità comune. Biopolitica all’epoca della pandemia” (2022), “I volti dell’Avversario. L’enigma della lotta con l’Angelo” (2024) e “Il fascismo e noi. Un’interpretazione filosofica” (2025), tutti editi da Einaudi e tradotti in diverse lingue.

Testo di riferimento per l’incontro con le scuole:
“Il fascismo e noi. Un’interpretazione filosofica” di Roberto Esposito (Einaudi, 2025).

LE BELLE, LE BRUTTE, LE CATTIVISSIME
Incontro con Lidia Maggi
Mercoledì 11 Novembre 2026 ore 20.30, Auditorium Vendramini
Giovedì 12 Novembre 2026 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

Lidia Maggi ci fa rivivere alcune figure femminili della Bibbia, dalle più note a quelle senza nome, ritratti indimenticabili che testimoniano l’importanza delle donne e del loro ruolo spesso dimenticato e sottovalutato. Ci confronteremo con una variegata galleria di personaggi femminili raggruppate per affinità biologica – madri e sorelle – o per condizione sociale – schiave, profetesse e prostitute – oppure per carattere – le furbe e le cattivissime. In questo stimolante percorso gioiremo con le sterili che diventano madri, ci indigneremo con le vittime, sorrideremo con le furbe e scopriremo che ogni figura – da Sara a Betsabea, dalla donna di Sunem alla figlia di Iefte – è molto più della categoria in cui viene inserita, offrendoci nuovi spunti e chiavi di lettura per il nostro presente.

Lidia Maggi è pastora battista. Svolge un ministero biblico itinerante. Tra le sue pubbicazioni ricordiamo: “Elogio dell’amore imperfetto” (Cittadella 2011), “Fare strada con le Scritture” (Paoline 2017), “Una fragile bellezza” (San Paolo 2017), “Bibbia e web” (EMP 2021).

Testo di riferimento per l’incontro con le scuole:
“Le donne di Dio. Pagine bibliche al femminile” di Lidia Maggi (Claudiana, 2014).

VISIONI SINFONICHE
Incontro con Paola Müller
Mercoledì 25 Novembre2026 ore 20.30, Auditorium Vendramini
Giovedì 26 Novembre 2026 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

Ildegarda di Bingen (1098-1179), la prima mistica tedesca, celebre per le sue visioni e profezie, pur operando in un contesto storicamente e istituzionalmente dominato da uomini ha saputo far risuonare la propria voce con straordinaria forza e coerenza, senza rinunciare alla specificità della propria esperienza di donna.

Paola Muller ci accompagna in un viaggio alla scoperta di questa straordinaria donna e di come essa abbia saputo comunicare attraverso immagini, suoni, visioni e parole esplorando il cuore del suo linguaggio simbolico dove il vedere e l’ascoltare diventano vie di conoscenza. E proprio in un tempo dove la conoscenza è spesso separata dalla percezione e dalla relazione, Ildegarda di Bingen ci suggerisce un modello unitario, capace di coinvolgere corpo, intelletto e spirito.

Paola Müller insegna Storia della filosofia medievale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Studiosa della scuola francescana e delle intersezioni tra filosofia, teologia e linguaggio, ha approfondito il pensiero di Ockham, Scoto, Bonaventura. Con Carocci editore ha pubblicato “Visioni sinfoniche. Ildegarda di Bingen fra suoni e parole (2025).

Testo di riferimento per l’incontro con le scuole:
“Visioni sinfoniche. Ildegarda di Bingen fra suoni e parole” di Paola Müller (Carocci, 2025).

LA SAGA DEI REGALI
Incontro con Silvano Petrosino
Mercoledì 9 Dicembre2026 ore 20.30, Auditorium Vendramini
Giovedì 10 Dicembre 2026 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

La società dei consumi nella quale viviamo ha trasformato il Natale in una saga dei regali all’interno della quale è quasi impossibile comprendere il senso di una nascita che è al centro della nostra cultura e che continua a interrogare credenti e non credenti. Contro una simile tendenza torna molto utile e stimolante riflettere sul presepe, nato da una straordinaria intuizione di Francesco d’Assisi (1181-1226).Il presepe dà voce e forma a un luogo che, attorno alla nascita di un bambino, chiama a raccolta un mondo che non ha nulla di magico e di fantastico, essendo piuttosto la testimonianza della nostra condizione storica.
Al di là di ogni incanto e senza effetti speciali, nel presepe entrano in scena stelle e pianeti, fiumi e boschi, animali e piante ma soprattutto donne e uomini, professioni e mestieri, tradizioni e legami, anche quelli più intimi e profondi che vedono protagonisti una donna e un uomo, e soprattutto una madre e un padre con il proprio figlio.

Silvano Petrosino, filosofo internazionalmente noto per i suoi studi sul pensiero di Lévinas e Derrida, è professore ordinario presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove insegna Antropologia filosofica. Oggetto dei suoi studi sono la natura del segno, il rapporto tra razionalità e moralità, l’analisi della struttura dell’esperienza con particolare attenzione al rapporto tra la parola e l’immagine; il desiderio e l’umano. 

LA MAREA DENTRO LA CONCHIGLIA
Incontro con Nicoletta Polla-Mattiot
Mercoledì 13 Gennaio 2027 ore 20.30, Auditorium Vendramini
Giovedì 14 Gennaio 2027 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

Senza rendercene conto viviamo in un sottofondo incessante di parole, distrazioni, stimoli, dove il rumore – digitale e sociale – sta saturando ogni interstizio dell’esperienza: parlare è la norma, tacere è sospetto.

Eppure, nel flusso delle sollecitazioni in cui siamo immersi, la vera rivoluzione è il silenzio che non è una semplice assenza di suoni ma un terreno fertile dove possono nascere il pensiero, la creatività, la consapevolezza e l’empatia. Attraverso un percorso che fonde arte, neuroscienze, spiritualità, filosofia e sociologia, l’incontro è un appello a riabilitare il silenzio come risorsa vitale invitandoci a metterlo al centro delle nostre vite e a rivendicarlo in quanto spazio collettivo. Nicoletta Polla-Mattiot ci accompagna così in un viaggio rigenerante alla scoperta del silenzio come riserva di senso che, senza moralismi né nostalgie, ci pone una domanda tanto semplice quanto urgente: possiamo reimparare a tacere per capire meglio chi siamo e ciò che diciamo?

Nicoletta Polla-Mattiot, giornalista, studia il silenzio come strumento di comunicazione dal 1988, con attività di ricerca e didattica. Sull’argomento ha scritto libri, articoli, saggi. Nel 2010, ha fondato con Duccio Demetrio l’Accademia del Silenzio, scuola di pedagogia e comunicazione del silenzio. Dal 2019 insegna Silenzio e Comunicazione all’Università iulm (Facoltà di Comunicazione, Arti e Media). Per Einaudi ha pubblicato “Il silenzio è rivoluzione. Ascoltare il suono segreto della vita” (2026).

Testo di riferimento per l’incontro con le scuole:
“Il silenzio è rivoluzione. Ascoltare il suono segreto della vita” diNicoletta Polla-Mattiot (Einaudi, 2026).

NON RITOCCARE NÉ RACCONCIARE
Incontro con Emanuela Fogliadini
Mercoledì 20 Gennaio 2027 ore 20.30, Auditorium Vendramini
Giovedì 21 Gennaio 2027 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

L’arte di Giovanni da Fiesole, noto come Beato Angelico (1395-1455) è ancora oggetto di dibattito: fu l’ultimo pittore mistico o il primo acuto erede di Masaccio? Nelle sue pale d’altare emerge la sua abilità artistica e una fine capacità di assecondare la committenza. Così scrive il Vasari sull’Angelico: “aveva per costume non ritoccare né racconciare mai alcuna sua dipintura, ma lasciarle sempre in quel modo che erano venute per la prima volta, per credere, secondo ch’egli diceva che così fusse la volontà di Dio”.

Tuttavia è nell’appassionata pittura al convento di San Marco di Firenze che si esprime la spiritualità più autentica dell’Angelico, la sua abilità nel raccordare arte e teologia dove ogni immagine viene riportata all’essenziale e concepita per la meditazione e l’orazione silenziosa. É in questo ampio ciclo, in cui il mondano viene bandito, che il pittore racconta, sovente in mistiche lacrime, il mistero cristiano testimoniando la sua santità. 

Emanuela Fogliadini si occupa d’iconografia e teologia bizantina-ortodossa. Dottore in Teologia e in Storia, Antropologia, Religioni; è docente stabile di Teologia ortodossa e Arte e Teologia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano e di Storia della Teologia dell’Oriente cristiano presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano.

RICERCARE LA BELLEZZA
Incontro con Carlo Scaramuzza
Mercoledì 27 Gennaio 2027 ore 20.30, Auditorium Vendramini
Giovedì 28 Gennaio 2027 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

A seguito dei grandi avvenimenti succedutisi nel XII e XIII secolo, si assiste a una straordinaria trasformazione della società in ambito civile e religioso dovuta a nuovi apporti multiculturali in tutta l’area mediterranea.
In particolare, ne beneficiano le arti visive e letterarie grazie al contributo di veri e propri geni, quali Dante, Giotto e molti altri che avviano, anticipandolo, il fenomeno umanistico-rinascimentale del secolo successivo. Di questo affascinante scenario, sulla traccia di significativi brani poetici e opere d’arte visiva, si evidenzieranno alcuni decisivi avvenimenti, soffermandosi sul ruolo del concetto di bellezza in un periodo storico cruciale per lo sviluppo del pensiero e delle arti nell’Occidente cristiano.

Carlo Scaramuzza, medico, studioso di arti tessili orientali e presidente di Cintamani, associazione culturale pordenonese che si propone di divulgare le conoscenze dell’arte tessile. 

LA SCUOLA DEL MONDO
Incontro con Alessandro Masi
Mercoledì 3 Febbraio 2027 ore 20.30, Auditorium Vendramini
Giovedì 4 Febbraio 2027 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

Masaccio muore a soli ventisei anni nel 1428 e, attorno alla sua prematura scomparsa, fioriscono subito leggende, vengono avanzati dubbi e fatte speculazioni: si parla di avvelenamento, ma chi trae vantaggio dalla morte di un talento così straordinario?
Alessandro Masi esplora tutte le ipotesi, scandaglia la breve vita del Masaccio (1401-1428) contribuendo, con una indagine accurata, a far emergere ancora più potente la percezione del suo genio e lascito artistico.  Studiando, scomponendo e ricomponendo i suoi capolavori più celebri, come il Tributo e le Storie di San Pietro nella Cappella Brancacci, definito da Benvenuto Cellini «la scuola del mondo», Alessandro Masi dimostra come Masaccio abbia rivoluzionato la rappresentazione spaziale e la narrativa visiva, dando vita a un’esperienza emotiva e d’impatto che ha influenzato intere generazioni di artisti.
Questa non è solo la storia di un artista ma è anche un viaggio nel cuore del Rinascimento, un incontro che invita a riflettere sull’importanza dell’arte nella nostra vita e sul potere eternante della creatività umana.

Alessandro Masi, storico dell’arte e giornalista, è segretario generale della Società Dante Alighieri. I suoi interessi spaziano dal futurismo a trattati di politica culturale del ventennio fascista. Il suo recente studio sull’arte italiana a cavallo tra fascismo e repubblica ha dato vita a un lungo dibattito sulla figura di Palmiro Togliatti e gli intellettuali. Con l’editore Neri Pozza ha pubblicato “L’artista dell’anima. Giotto e il suo mondo” (2022), “Vita maledetta di Benvenuto Cellini” (2023) e “L’opera perfetta” (2026).

Testo di riferimento per l’incontro con le scuole:
“L’opera perfetta” di Alessandro Masi (Neri Pozza, 2026)

LA VETRINA DELLE MERAVIGLIE
Incontro con Tommaso Braccini
Mercoledì 17 Febbraio 2027 ore 20.30, Auditorium Vendramini
Giovedì 18 Febbraio 2027 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

Gli antichi saltano fuori da dove meno ci si aspetta: dal diritto, dalla terminologia scientifica, dai nomi delle squadre di calcio, dalle pieghe di un abito in una sfilata di moda, dal frenetico tamburellare dei post sui social, dalle schermate dei videogiochi. Fanno capolino dalla pubblicità e dai neologismi della nostra lingua; ci strizzano l’occhio dalle note della musica rock; fumetti, serie tv e cartoni animati ne sono pieni.
Li troviamo anche nelle forme di creatività ed espressione più tradizionali come la narrativa, la poesia, il teatro, la musica classica, l’opera, la danza, il cinema …
Tommaso Braccini ci presenta l’antico nella cultura contemporanea, facendone scaturire una vera e propria galleria delle meraviglie, un repertorio in cui ritroveremo nuovi romanzi da leggere, canzoni da ascoltare e infiniti altri modi con cui dialogare con i classici nel mondo di oggi.

Tommaso Braccini è professore ordinario di Filologia greca e latina all’Università degli Studi di Siena. Ha scritto un manuale di filologia classica (“La scienza dei testi antichi”, Firenze 2017) e monografie su creature e narrazioni folkloriche dall’antichità a oggi. Si è occupato della saga degli Argonauti (“Il viaggio più pericoloso della storia”, Bologna 2024). Con Carocci editore ha curato il libro “Classico attuale. L’antico nella cultura contemporanea” (2026).

Testo di riferimento per l’incontro con le scuole:
“Classico attuale. L’antico nella cultura contemporanea” di Tommaso Braccini (Carocci, 2026).

PER VENTI SICLI D’ARGENTO
Incontro con Carucci Viterbi
Mercoledì 3 Marzo 2027 ore 20.30, Auditorium Vendramini
Giovedì 4 Marzo 2027 ore 9.00, Auditorium Grigoletti (per le scuole)

Gli ultimi tredici capitoli del libro della Genesi racchiudono una delle storie più belle e affascinanti della Bibbia: quella di Giuseppe, figlio di Giacobbe, venduto “per venti sicli d’argento” come schiavo dai suoi fratelli per invidia e diventato poi viceré in Egitto e salvatore della sua famiglia e del suo popolo durante la carestia. È la storia di una famiglia, un padre e i suoi dodici figli, icona dell’intera famiglia umana.
In essa invidia e odio distruggono l’unità e la concordia tanto che, per giungere alla riconciliazione e al perdono fra i fratelli, si renderà necessario un lungo processo interiore di purificazione e di trasformazione.
Un percorso denso di accadimenti e alterne vicende per il quale occorreranno molti anni, densi anche di sofferenze talora incomprensibili e accettabili umanamente con molta difficoltà.
Il rabbino Carucci Viterbi ci guiderà in questa straordinaria storia fatta di tradimento, perdono e soprattutto speranza.

Benedetto Carucci Viterbi è rabbino e preside del Liceo ebraico di Roma “Renzo Levi”. Studioso della tradizione rabbinica e di ermeneutica dei testi sacri, ha scritto numerosi saggi in volumi collettanei e monografici.

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